W. 的个人资料*Alice's Psychedelic Bre...照片日志列表更多 ![]() | 帮助 |
|
|
Un tuffo dove l'aqua è più blu...Cammino sulla spiaggia sterminata. Sabbia chiara e luccicante sotto il sole a perdita d'occhio. Bianca nelle mie mani, nera sotto i miei piedi scalzi, bruciati dal calore di ogni piccolo granello. La clessidra della vita gioca con le dita dei miei piedi, i sassolini mi fanno il solletico, le conchiglie graffiano la pelle, impazienti. La sabbia mi guida verso il mare, più scura e pesante man mano che mi avvicino al bagnasciuga. Affondo lentamente e mi lascio trascinare dalle onde che mi vengono incontro, veli sottili mi sfiorano danzando al ritmo di una musica, sempre la stessa, conosciuta da sempre. Lo guardo, il mare. Il sole di mezzogiorno, anche lui lo osserva dall'alto, sembra tenerlo d'occhio senza farsi vedere, ma lo trattiene calmo e fermo con il suo calore.
Entro nell'acqua. Chiara, luminosa, azzurra e verde di cielo. Vorrei fermare il tempo per ascoltare solo il leggero fischio del vento come una bussola che mi indichi la direzione in mezzo al deserto. Ma non riesco a trattenere il mio corpo, le mie membra, il mio istinto, che urlano una sola parola. Tuffo.
Mi tuffo all'improvviso senza pensarci sù.
E mi perdo. Non sento più niente. Mi specchio sul fondo scrutando i giochi di luce sulla superficie, così vicini, ad un palmo dal naso. Ma non oso toccare. Non posso infrangere la linea sottile che mi nasconde al resto del mondo. Osservo tutto dal fondale e mi spingo sempre più giù...
Immagini affiorano alla mente come piccoli pesci che balzano a pelo d'acqua. Sono storie, ricordi che si affollano, vita che non ho ancora vissuto.
Sono troppe. La mia mente non può contenerle tutte, nemmeno il mare può.
Riemergo a fatica, il respiro pesante e affannato per la folle corsa.
Voglio dimenticare ciò che ho visto.
Ricordi.
Perchè devo ricodare? Perché il mare non se li porta con se? che siano belli o brutti, sono passati, sono volati via come quel gabbiano ormai lontanto, hanno seguito una scia diversa da quella della mia piccola barca.
Non possono seguirmi fino in capo al mondo. Oppure sì? La risacca li riporta indietro, cullati dal vento, la bassa marea me li mostra, impigliati agli scogli o alle reti dei pescatori. E non sono altro che pesci, agonizzanti.
Me li mangio i pesci, rigurgito della memoria.
Siamo fatti per non dimenticare.
Il mare lo sa.
Un tuffo dove l'acqua è più blu... niente di più...
Eppur mi son scordato di te...
Credi davvero?
BariccoPreghiera di uno che si è perso, e dunque, a dirla tutta, preghiera per me.
Signore Buon Dio, abbiate pazienza, sono di nuovo io.
Dunque, qui le cose vanno bene, chi più chi meno, ci si arrangia, in pratica, si trova poi sempre il modo di cavarsela, voi mi capite, insomma, il problema non è questo. Il problema sarebbe un altro, se avete la pazienza di ascoltarmi. Il problema è questa strada, bella strada questa che corre e scorre e soccorre, ma non corre diritta, come potrebbe e nemmeno storta come saprebbe, no. Curiosamente si disfa. Credetemi (per una volta voi credete a me) si disfa. Dovendo riassumere, se ne va un po' di qua, un po' di là, presa da improvvisa libertà. Chissà. Adesso, non per sminuire, ma dovrei spiegarvi questa cosa, che è cosa da uomini, e non è cosa da Dio, di quando la strada che si ha davanti si disfa, si perde, si sgrana, si eclissa, non so se avete presente, ma è facile che non abbiate presente, è una cosa da uomini, in generale, perdersi. Non è roba da Voi. Bisogna che abbiate pazienza e mi lasciate spiegare. Faccenda di un attimo. Innanzitutto non dovete farvi fuorviare dal fatto che, tecnicamente parlando, non si può negarlo, questa strada che corre, scorre, soccorre, sotto le ruote di questa carrozza, effettivamente, volendo attenersi ai fatti, non si disfa affatto. Tecnicamente parlando. Continua diritta, senza esitazioni, neanche un timido bivio, niente. Diritta come un fuso. Lo vedo da me. Ma il problema, lasciatevelo dire, non sta qui. Non è di questa strada, fatta di terra e polvere e sassi, che stiamo parlando. La strada in questione è un'altra. E corre non fuori, ma dentro. Qui dentro. Non so se avete presente: la mia strada. Ne hanno tutti una, lo saprete anche voi, che tra l'altro, non siete estraneo al progetto di questa macchina che siamo, tutti quanti, ognuno a modo suo. Una strada dentro ce l'hanno tutti, cosa che facilita, per lo più, l'incombenza di questo viaggio nostro, e solo raramente, ce lo complica. Adesso è uno dei momenti che lo complica. Volendo riassumere, è quella strada, quella dentro, che si disfa, si è disfatta, benedetta, non c'è più. Succede, credetemi, succede. E non è una cosa piacevole. Io credo che quella vostra trovata del diluvio universale, sia stata in effetti una trovata geniale. Perché a voler trovare un castigo, mi chiedo cosa sia meglio che lasciare un povero cristo da solo in mezzo a quel mare. Neanche una spiaggia. Niente. Uno scoglio. Un relitto derelitto. Neanche quello. Non un segno per capire da che parte andare, per andarci a morire. ... So perfettamente qual è la domanda, è la risposta che mi manca. Corre questa carrozza, e io non so dove. Penso alla risposta, e nella mia mente diventa buio. Così questo buio io lo prendo e lo metto nelle vostre mani. E vi chiedo Signore Buon Dio di tenerlo con voi un'ora soltanto, tenervelo in mano quel tanto che basta per scioglierne il nero, per scioglierne il male che fa nella testa, quel buio nel cuore, quel nero, vorreste? Potreste anche solo chinarvi, guardarlo, sorriderne, aprirlo, rubargli una luce e lasciarlo cadere che tanto a trovarlo ci penso poi io, a vedere dov'è. Una cosa da nulla per voi, così grande per me. Mi ascoltate Signore Buon Dio? Non è chiedervi tanto, è solo una preghiera, che è un modo di scrivere il profumo dell'attesa. Scrivete voi dove volete il sentiero che ho perduto. Basta un segno, qualcosa, un graffio leggero sul vetro di questi occhi che guardano senza vedere, io lo vedrò. Scrivete sul mondo una sola parola scritta per me, la leggerò. Sfiorate un istante di questo silenzio, lo sentirò. Non abbiate paura, io non ne ho. E scivoli via questa preghiera con la forza delle parole, oltre la gabbia del mondo, fino a chissà dove. Amen.
(Alessandro Baricco , Oceano Mare)
|
|
|