W. 的个人资料*Alice's Psychedelic Bre...照片日志列表更多 ![]() | 帮助 |
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Adieu...E così...siamo arrivati anche alla fine di un altro lungo anno: 2008.
Con le sue cifre un po' tonde riesce a comprendere in se stesso davvero tanti ricordi...è stato un anno pieno...che solo questo numero può contenere ed esprimere...i numeri hanno una certa forza in se...riescono a parlare...e se ascolto 2008 sento tante voci,tante risate,ma anche tanti singhiozzi e pianti...tanti sospiri e sbuffi...anche tanti silenzi...
Il 2008 penso mi racconterà per sempre parte della mia vita...mi ricorderà qualcosa che è passato e ciò che è iniziato per durare a lungo...è un numero che contiene una fine e un inizio...ma attenzione non un inizio e una fine...l'ordine ha importanza.
Forse ci vorrebbe una vita intera per descrivere un anno del genere..ma mi pare inutile sprecare una vita per raccontare solo un anno.
Eppure è stato un anno significativo...ma che sono cambiata nel corso di questi dodici mesi l'ho detto tante volte...quindi cercherò di non essere ripetitiva e di concentrare l'essenza del mio 2008 in alcune parole chiave.
Il 2008 è l'anno dell'amicizia...quella vera...quella che non si dimentica...quella che ti accompagna sempre...che non mi ha mai lasciato sola e che,ne sono certa,non finirà.
Il 2008 è l'anno delle nuove conoscenze...tante persone hanno attraversato i suoi dodici mesi a diverse velocità,alcune si sono soffermate per diventare amici importanti...altre hanno fatto qualche comparsa...ma tutte in un certo qualmodo l'anno reso interessante.
Il 2008 è l'anno delle nuove esperienze...nuovi luoghi e posti,piazze,locali,cafè,case...ognuno con la sua storia e la sua esperienza particolare...indimenticabili...ricchi di emozioni...
Il 2008 è l'anno degli addii...degli arrivederci,ciao...dei bentornato,dei mi sei mancato...dei ti voglio bene...ti amo...ti bramo...dei grazie...degli scusa...tante parole che si affollano in quelle cifre...tanti momenti...tante persone sono cambiate...alcune hanno preso il posto di altre...altre forse se ne sono andate per sempre dai miei anni futuri...ma chissà...
Il 2008 è l'anno della consapevolezza...ho imparato molto anche se mi è costato tanta fatica e difficoltà...anche se per farlo ho dovuto perdere qualcosa...ma una cosa che ho appreso è proprio questa...che forse solo quando si perde qualcosa allora si è liberi...liberi di apprezzare a pieno la nostra vita...il nostro anno..ciò che è stato e che non ritornerà.
Il 2008 è l'anno delle risate...quelle che riempiono la bocca e ti lasciano senza fiato..quelle che non riesci a smettere e ti senti scoppiare...è l'anno dei gesti significativi...
Il 2008 è l'anno della tristezza...del dolore...dei rimorsi..delle paranoie...dei rimpianti che per un attimo hanno attraversato la mia mente...forse anche per più di un semplice attimo...che mi hanno costretto a staccarmi da qualcosa che troppo a lungo mi aveva accompagnata..un vestito che forse ormai mi stava stretto...ma che quando me lo sono tolto ho comunque sofferto.
Il 2008 è l'anno delle feste...dei balli sfrenati e dei bicchieri di troppo...dei dischi che girano all'impazzata e non si fermano...dei concerti e delle urla...delle rockstar...della musica e delle canzoni che sono state la mia colonna sonora.
Il 2008 è l'anno del tempo...quello che sembra non passare mai..che si aspetta con ansia...che dura un attimo...delle nottate insonni...che ha acquistato una consistenza tutta sua...indecifrabile...si dice che il tempo voli...ma se non ricordo male c'è una canzone di Faber in cui il tempo non ha età...è proprio vero...il tempo che ci è concesso va vissuto senza domande...perchè per noi passa..ma non ha una durata propria.
Il 2008 è l'anno della follia...dei pazzi,degli schizzati,dei problematici...di quella pazzia che ti prende in alcuni momenti...che ti sconvolge...che ti da la potenza di fare qualsiasi cosa...soprattutto qualche grande cazzata.
Il 2008 è l'anno del mio compito...quello che ormai conoscerete bene...ascoltare le persone...penso di essere abbastanza brava in questo...perchè,come ho detto tante volte (e qui mi perdonerete la citazione da Fight Club ^^), ascoltare non significa stare in silenzio ad aspettare il proprio turno per parlare...è un'arte...l'arte di saper distinguere i suoni,le parole...le bugie dalla verità...i sentimenti...ma anche di saper interpretare...di andare al di là del semplice sentire con le orecchie.
Il 2008 è l'anno dell'estate...sì un'estate così non l'avevo mai vissuta...piena di eventi...ce ne sarebbero da trascriverli in un libro...ed ogni personaggio ha un proprio ruolo...sicuramente uno dei periodi più belli dell'anno e della mia vita.
Il 2008 è l'anno delle scelte e delle decisioni...quelle che cambiano il corso delle giornate e degli anni futuri..quelle che una volta intraprese non è concesso tornare indietro...quelle che esigono attente riflessioni e anche qualche buon consiglio...quelle che ti pervadono e ti fanno andar dritto per la tua strada guardando solo avanti...che inizi a correre e non la smetti neanche quando non hai più fiato...le scelte che fanno soffrire ma che forse sono necessarie...quelle che ti fanno sentire fiera di aver finalmente definito il tuo ruolo dopo tanti tentennamenti...
Il 2008 è l'anno dell'arte...delle idee brillanti..della voglia di leggere,scrivere...soffermarsi sulle pagine di un libro,sulle note di un walzer,sugli schizzi di un quadro...è l'anno della passione.
Il 2008 è l'anno dei cambiamenti...non solo in fatto di personalità,ma anche di look,tagli di capelli,abbigliamento e stile...nuovi gusti e sperimentazioni che hanno allargato i miei orizzonti.
Il 2008 è l'anno della lotta...delle manifestazioni,delle autogestioni,occupazioni,delle riunioni,dei movimenti,degli ideali veri...di quelle occasioni che ti capitano forse solo una volta nella vita,per far valere ciò per cui hai gridato per anni senza che nessuno ti sentisse...l'anno del riscatto,della contestazione...della voglia di cambiare il futuro.
Il 2008 è l'anno dei sogni...quelli fatti ad occhi aperti...che ti trasportano in paesi lontani...che ti portano profumi e suoni di terre straniere...che ti fanno immaginare tra dieci,vent'anni...quelli fatti insieme ad un amico seduti su una panchina illuminata dal sole...quelli che vorresti ricordare ma che al risveglio hai perso...eppure rimangono in un angolino nascosto della mente.
il 2008 è l'anno della riscoperta...della capacità di andare oltre alle dicerie...alle prime impressioni...per comprendere a fondo le persone che all'inizio non avevo notato...per non fermarmi all'apparenza,alla superficie delle cose...ma avere una visione profonda e attenta.
Il 2008 è l'anno del Meraviglioso...della parola più bella del mondo...quella più potente...che nelle sue undici lettere contiene i segreti dell'universo...quella parola che quando la sento pronunciare ho un brivido..una scossa...perchè mi fa pensare a quanto sia sorprendente ogni piccolo dettaglio della vita.
infine...il 2008 è anche l'anno dei miei sedici anni...un po' strani...ma diversi dai quindici...si sente che sono cresciuta.
A quest'anno rimane ormai solo un giorno da vivere prima di salutarci...un'ultima giornata di baldorie e festeggiamenti...un brindisi lieto con le persone importanti...quindi...
Ringrazio tutti voi...tutte le persone che hanno reso quest'anno indimenticabile...i miei migliori amici...la mia carissima Compagnia e anche coloro che,pur non facendone ufficialmente parte,hanno un posto speciale nel mio cuore e nei miei pensieri...e anche in un istante del mio 2008.
Ringrazio tutti voi che state leggendo...conoscenti,sconosciuti...persone capitate in quest'angolo di rete per caso...perchè il 2008 è anche l'anno del mio Blog,durante il quale ho cercato di rendervi tutti partecipi della mia vita...di farvi sorridere e divertire,di ammaliarvi con i miei racconti e con le mie canzoni...spero che abbiate apprezzato anche questo.
Un grazie a te...2008...per avermi fatto vivere,semplicemente.
Adieu...
auguri a...Un po' presto per festeggiare...o forse un po' tardi...magari sono giusto in tempo!
Che dire..ho scritto due righe per augurare buon compleanno alle persone importanti per me...e non potevi certo mancare tu.
è strano...se penso a quante cose sono successe...a quante cose sono cambiate...se penso che esattamente un anno fa non ci conoscevamo neanche.
Sarà che non ha importanza...mi sembra di conoscerti da sempre. Sarà che sento che con te ho uno strano rapporto...non so nemmeno come definirlo...è amicizia?
è forse uno scambio...una condivisione...un po' come quando mi passi la tua musica d'altri tempi mettendola nella cartella condivisa...hai afferrato?
Non posso dire di conoscerti...di sapere tutto di te...perchè non è possibile...anche se avessimo passato insieme cent'anni. Non ci riuscirei...
Semplicemente è un fatto di intesa...va al di là di anni di esperienze...è una cosa che si sente a pelle...si prova una volta sola...ma rimane addosso e ti segna.
Credo che sia accaduto così...quindi non so se la nostra si possa definire amicizia.
Le circonstanze rimangono tutt'ora assurde...ci siamo avvicinati per motivi pratici...e la cosa sarebbe dovuta finire lì...ma alla fine ciò che doveva dividerci penso ci abbia unito...
Tante volte mi sono guardata indietro e mi sono chiesta se stessi facendo la cosa giusta a passare del tempo con te...a stare bene durante quelle sedute psicologiche...quelle chiaccherate interminabili seduti su una panchina...quelle telefonate ad ore impensabili...quegli incontri alle tre e mezzo in mezzo a Ponte di Mezzo...ricordi?
Sono riuscita a trovare una risposta?No...ancora forse la sto cercando...ma non ha importanza.
Un giorno ti dissi che dovevi essere sincero con me...ma cosa molto più significativa...dovevi dirmi sempre la verità. E da quel giorno così hai fatto. Hai mantenuto sempre la parola. è una cosa che apprezzo di te...che tu non mi abbia mai mentito...credo che sia una dote rara di questi tempi. La verità...la conosci sempre...e alla fine mi tocca darti ragione su molte cose...anche se mi costa un po'...ci farò l'abitudine chissà.
A te però?Penso che non mi abituerò mai...Mi sorprendi sempre...sei imprevedibile,incostante,testardo,perseverante...sparisci...riappari magicamente...non riuscirei mai a starti dietro...però ci provo,questo è sicuro.
Da te credo di aver imparato molto...mi hai insegnato che il dubbio è la base di tutto...mi hai mostrato le situazioni da vari punti di vista...per farmi ragionare...per spronarmi...per aiutarmi a fare ciò che non ero mai riuscita a fare,se non in qualche rara occasione: scegliere. Decidere per me stessa,decidere di cambiare o di rimanere quella che sono...semplicemente stabilire il mio ruolo e il mio colore. Non essere più solo un puntino grigio. Riguardo questo,ti devo molto,a te come ai miei fedeli amici della Compagnia Dello Scazzo,che forse non comprendi...ma che in un certo senso ti mancano.
Mi hai fatto aprire gli occhi ricordi?è stato il tuo compito per un po'...io invece ho scoperto il mio...quello di ascoltare sempre ciò che mi circonda...non solo le persone...ma anche il mondo intorno a me...osservandolo a fondo e in ogni piccolo dettaglio.
Io ti ho ascoltato...ti ho sostenuto...anche quando quasi tutti ti avevano lasciato solo. Tu mi hai consigliato...mi hai aiutato anche annebbiandomi i pensieri e intricandoli ancora di più con le tue frasine e i tuoi modi di dire...ma alla fine ci hai cavato qualcosa dalla mia testolina e penso tu abbia fatto un ottimo lavoro.
Quando penso all'estate...mi vengono in mente un sacco di episodi...che se non ti avessi conosciuto non avrei mai vissuto...e che l'hanno resa completamente diversa da ogni altra...un'estate folle...pazza.
E tu cosa sei?Domanda lecita...potresti essere un pazzo.
Troppo scontato...
Ti ricordi? una volta ti dissi che sotto la tua magica bombetta non c'è nè un Dio,nè tantomeno un Uomo...c'è semplicemente un ragazzino che ha un po' paura di aprirsi e di affezionarsi alle persone...un ragazzino che ancora ne deve fare di strada,prima di diventare l'uomo che sogna di essere. Magari seduto a leggere in un cafè parigino con il cappello calato sugli occhi e la sigaretta in bocca...Oppure appoggiato al parapetto di un ponte che guarda giù i suoi sogni scivolare verso il mare portati dalla corrente. Sogni d'amore...ah l'amore...tu moriresti per amore...
Ma questa è un'altra storia.
Bè devo ringraziare te anche per aver aperto i miei orizzonti musicali...mi hai fatto amare le vecchie canzoni italiane...ma anche il Jazz,la musica gitana e i violini.
Ottimi gusti...diversi dai miei...ma che non posso fare a meno di apprezzare.
Ah e se non fosse stato per te chissà se avrei mai aperto un libro di Benni o di Palanhiuck...so sempre a chi chiedere quando voglio qualche giudizio su libri o film. Dei tuoi gusti mi fido abbastanza.
Adesso la smetto con i ringraziamenti.
Sarò dura. Diretta. Spesso non ho condiviso il tuo comportamento e lo sai. Ma altrimenti che amica sarei se te le dessi tutte vinte?! Riconosco quando sbagli,oppure quando io reputo tu stia facendo qualcosa di ingiusto,per te e per gli altri. Non posso condividere tutte le tue cazzate. Fanno parte di te certo,e non sono cazzate. Sono una parte della tua vita,agivi d'istinto e ti divertivi a vedere le reazioni degli altri,le conseguenze per te erano una sorpresa. Non posso dire di essere d'accordo con questo modo di fare...ma anche da lì ho attinto qualcosa. Lasciarsi andare..ecco quello che fai. Sembra semplice ma non lo è affatto...c'ho provato...ma poche volte ci sono riuscita...vorrei saper seguire completamente il mio istinto...ma ci sto lavorando.
Un'immagine che ho di te...che forse mi rimarrà a lungo...Seduto vicino a me sugli scalini di un palazzo in Piazza Dei Cavalieri,in un punto che sembra dimenticato dal resto del mondo,sperduto in un'altra dimensione...guardi lontano di fronte a te...ma non vedi niente...e mi parli di come ci si senta a rendersi conto di essere soli.
Credo che in quel momento abbia capito che per quanto sia difficile esserti amica,non ti voglio lasciare solo. Mai.
Ti voglio bene...è una cosa che non ti dico spesso...
Buon compleanno...ed era anche l'ora che ne compissi 15!
....Valerio.
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Un prologo?Facendo finta di essere Marquez!Quando arrivai in quella landa secca e arida, scalfita e graffiata dal vento, sotto gli occhi stanchi di un impotente quanto implacabile sole di mezzogiorno, dove sembrava che il tempo non avesse una consistenza reale, non trovai niente.
Pensai che fosse strano quel luogo, così nascosto e difficile da raggiungere, quasi contenesse chissà quali arcani segreti, nel bel mezzo di foreste e giungle rigogliose, difeso dalle paludi. Era strano perchè, nonostante non ci fossero abitazioni, non si sentissero rumori, non si percepissero odori, sembrava che fosse un deserto magico. C'era silenzio e nemmeno il vento poteva essere definito reale. l'aria era come ferma e immobile, trattenuta da una forza invisibile, ma così potente da combattere la natura. Quel luogo non voleva arrendersi, non voleva rassegnarsi a scomparire per sempre dalla faccia della terra. Si aveva la sensazione che questa muta tenacia volesse in qualche modo comunicare con il mondo. Le crepe nell'arido terreno, la calura palpabile, sembravano così falsi da dare l'impressione di essere stati catapultati in un quadro. Ma ciò che vedevo... Era come se mi trattenesse dall'andarmene. Era come se il nulla davanti a me mi parlasse, mi dicesse che qualcosa lì era accaduto, anche se difficile da credere, che c'era una storia da raccontare, da riportare alla luce.
E fu in quel momento che accadde.
Il vento che prima sembrava immobile mi scosse e mi spinse con tutta la sua violenza, tanto che dovetti aggrapparmi al terreno per non essere spazzato via. La terra scottava e sentivo la pelle bruciare sotto quel sole improvvisamente rianimato. Cercai di rialzarmi e di capire che cosa stesse succedendo.
Se poco prima pareva di essere i protagonisti di un placido dipinto, nitidamente tracciati sulla tela mentre i contorni circostanti altro non sono che un'unica macchia informe, adesso ero nel bel mezzo di una catastrofe, e se non facevo attenzione sarei stato io a perdere consistenza e a svanire nel nulla, cancellato dal peso e dall'inconsapevole verità di ciò che mi stava intorno.
In quel turbinio di stupore, terra e lacrime, la mia attenzione venne attirata da uno strano oggetto portato dal vento.
Stringendo gli occhi nella tempesta fatta di sola aria e allungando le dita sporche di terra, cercai di afferrarlo. Mi resi conto che era una striscia di carta pergamena, liscia, tracciata dai solchi vuoti di un'antica piuma d'inchiostro.
La strinsi forte nel palmo della mano, ma con delicatezza, per non rovinarla, quasi cercassi la prova che esistesse davvero e non fosse solo un miraggio, uno scherzo della mia mente, stanca dopo il viaggio.
E d'improvviso, proprio come era iniziato, tutto tornò come prima. Il tempo si fermò di nuovo e rimasi solo, im mezzo alla irreale staticità dell'ambiente, con in mano quella pergamena.
La avvicinai agli occhi, che piano piano avevano riacquistato la loro funzione, e mi accorsi di che cosa c'era scritto. Era una sola frase, secca e marcata, che mi rimase impressa a lungo, fino ad oggi, stampata nella coscienza e appena appena parcettibile, ma impossibile da ignorare:
"Il primo della stirpe è legato ad un albero e l'ultimo se lo stanno mangiando le formiche".
Non sapevo che cosa singificasse... Ma sembrava una profezia.
Ecco allora che ebbi una potente visione, così vivida che temetti di svenire a causa dell'impeto delle immagini, che si sovrapponevano, si rincorrevano, si azzuffavano nella mia testa; Eppure non sembravano legarsi, andare in una stessa direzione. Seguivano ognuna la propria strada e, nello stesso modo in cui si presentavano e decidevano di scorrazzarmi davanti agli occhi, così svanivano dopo poco.
Vidi... Un uomo grande e forte percorrere miglia e miglia con un folle seguito, attraversando le paludi per raggiungere un luogo sperduto e abbandonato dal tempo, come gli uomini lo intendono... Una donna, la forza di volontà fatta persona, darsi da fare per illuminare una grande casa, spalancando immense finestre... Un giovane alto e ossuto, con uno sgaurdo allucinante, impugnare un fucile e nell'altra mano stringere una bandiera; poi sopraggiunse l'immagine di un vecchio che indossava uno strano cappello e un lungo mantello, intento a scrivere segni incomprensibili, e una ragazza bellissima, talmente armoniosa da sembrare letale, inondata da un fascio di luce, saliva verso il cielo, poi un'altra giovane seguita da uno stormo di farfalle dorate... Una donna che leggeva il futuro nelle carte, seduta ad un vecchio e rozzo tavolino... Due ragazzini identici che si scambiavano di posto a tavola, attenti a non farsi scoprire, presi da un complicato e intricato gioco di confusione... Ed infine... Un neonato con la coda di maiale.
Riuscii a sentire una musica provenire dal suolo, erano le note di una pianola e i ritornelli di una canzone sconosciuta, strimpellata alla fisarmonica.
E vidi un villaggio. con edifici dipinti di azzurro, circondati da giardini in fiore, sorgere direttamente dall'arida terra.
Come in sogno.
Non seppi mai dimenticare quella visione.
Per questo decisi che prima o poi l'avrei interpretata e scritta in un libro.
Le parole scritte sulla pergamena erano la chiave per decifrare e tradurre nella lingua degli uomini ciò che la terra trasmetteva con le immagini... Quelle immagini diverse e apparentemente discordi, ma accomunate dalla stessa sensazione di tacita solitudine... che confluivano tutte in quel luogo magico... dimora di un'antica a radicata nostalgia, di quella solitudine eterna, al di sopra delle nostra concezione umana del tempo, al quale tutte le cose appartengono e al quale, alla fine del loro ciclo, fanno ritorno.
Cent'Anni Di Solitudine...
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