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W.

 
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di sempre...
la seconda stagione di Edo!
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dette da Edo!meritano...
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*Alice's Psychedelic Breakfast*

"Ogni essere vivente segue un percorso prestabilito, ma ci sono confini che a volte la vita ti chiede di varcare. Io l'ho fatto."
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The Lizard King*

 
 
 
«Ci sono il noto e l'ignoto, e in mezzo ci sono le porte»
 
The Doors*
 
*James Douglas Morrison
 
 
 
 
3 luglio 1971- Paris
 
 
 
 

Un tuffo dove l'aqua è più blu...

 
Cammino sulla spiaggia sterminata. Sabbia chiara e luccicante sotto il sole a perdita d'occhio. Bianca nelle mie mani, nera sotto i miei piedi scalzi, bruciati dal calore di ogni piccolo granello.  La clessidra della vita gioca con le dita dei miei piedi, i sassolini mi fanno il solletico, le conchiglie graffiano la pelle, impazienti. La sabbia mi guida verso il mare, più scura e pesante man mano che mi avvicino al bagnasciuga. Affondo lentamente e mi lascio trascinare dalle onde che mi vengono incontro, veli sottili mi sfiorano danzando al ritmo di una musica, sempre la stessa, conosciuta da sempre. Lo guardo, il mare. Il sole di mezzogiorno, anche lui lo osserva dall'alto, sembra tenerlo d'occhio senza farsi vedere, ma lo trattiene calmo e fermo con il suo calore.
Entro nell'acqua. Chiara, luminosa, azzurra e verde di cielo. Vorrei fermare il tempo per ascoltare solo il leggero fischio del vento come una bussola che mi indichi la direzione in mezzo al deserto.  Ma non riesco a trattenere il mio corpo, le mie membra, il mio istinto, che urlano una sola parola. Tuffo.
Mi tuffo all'improvviso senza pensarci sù.
E mi perdo. Non sento più niente. Mi specchio sul fondo scrutando i giochi di luce sulla superficie, così vicini, ad un palmo dal naso. Ma non oso toccare. Non posso infrangere la linea sottile che mi nasconde al resto del mondo. Osservo tutto dal fondale e mi spingo sempre più giù...
Immagini affiorano alla mente come piccoli pesci che balzano a pelo d'acqua. Sono storie, ricordi che si affollano, vita che non ho ancora vissuto.
Sono troppe. La mia mente non può contenerle tutte, nemmeno il mare può.
Riemergo a fatica, il respiro pesante e affannato per la folle corsa.
Voglio dimenticare ciò che ho visto.
Ricordi.
Perchè devo ricodare? Perché il mare non se li porta con se? che siano belli o brutti, sono passati, sono volati via come quel gabbiano ormai lontanto, hanno seguito una scia diversa da quella della mia piccola barca.
Non possono seguirmi fino in capo al mondo. Oppure sì? La risacca li riporta indietro, cullati dal vento, la bassa marea me li mostra, impigliati agli scogli o alle reti dei pescatori. E non sono altro che pesci, agonizzanti.
Me li mangio i pesci, rigurgito della memoria.
Siamo fatti per non dimenticare.
Il mare lo sa.
 
Un tuffo dove l'acqua è più blu... niente di più...
Eppur mi son scordato di te...
Credi davvero?
 

Baricco

Preghiera di uno che si è perso, e dunque, a dirla tutta, preghiera per me.
 
Signore Buon Dio, abbiate pazienza, sono di nuovo io. 
Dunque, qui le cose vanno bene, chi più chi meno, ci si arrangia, in pratica, si trova poi sempre il modo di cavarsela, voi mi capite, insomma, il problema non è questo.
Il problema sarebbe un altro, se avete la pazienza di ascoltarmi. Il problema è questa strada, bella strada questa che corre e scorre e soccorre, ma non corre diritta, come potrebbe e nemmeno storta come saprebbe, no. Curiosamente si disfa. 
Credetemi (per una volta voi credete a me) si disfa. Dovendo riassumere, se ne va un po' di qua, un po' di là, presa da improvvisa libertà. Chissà. 
Adesso, non per sminuire, ma dovrei spiegarvi questa cosa, che è cosa da uomini, e non è cosa da Dio, di quando la strada che si ha davanti si disfa, si perde, si sgrana, si eclissa, non so se avete presente, ma è 
facile che non abbiate presente, è una cosa da uomini, in generale, perdersi. Non è roba da Voi. Bisogna che abbiate pazienza e mi lasciate spiegare. Faccenda di un attimo. Innanzitutto non dovete farvi fuorviare dal fatto che, tecnicamente parlando, non si può negarlo, questa strada che corre, scorre, soccorre, sotto le ruote di questa carrozza, effettivamente, volendo attenersi ai fatti, non si disfa affatto.
Tecnicamente parlando. 
Continua diritta, senza esitazioni, neanche un timido bivio, niente.
Diritta come un fuso. Lo vedo da me. Ma il problema, lasciatevelo dire, non sta qui. Non è di questa strada, fatta di terra e polvere e sassi, che stiamo parlando. La strada in questione è un'altra. E corre non fuori, ma dentro. Qui dentro. Non so se avete presente: la mia strada.
Ne hanno tutti una, lo saprete anche voi, che tra l'altro, non siete estraneo al progetto di questa macchina che siamo, tutti quanti, ognuno a modo suo. Una strada dentro ce l'hanno tutti, cosa che facilita, per lo più, l'incombenza di questo viaggio nostro, e solo raramente, ce lo complica. Adesso è uno dei momenti che lo complica. Volendo riassumere, è quella strada, quella dentro, che si disfa, si è disfatta, benedetta, non c'è più. Succede, credetemi, succede. E non è una cosa piacevole. Io credo che quella vostra trovata del diluvio universale, sia stata in effetti una trovata geniale. Perché a voler trovare un castigo, mi chiedo cosa sia meglio che lasciare un povero cristo da solo in mezzo a quel mare. Neanche una spiaggia. Niente. Uno scoglio. Un relitto derelitto. Neanche quello. Non un segno per capire da che parte andare, per andarci a morire. 
... So perfettamente qual è la domanda, è la risposta che mi manca.
Corre questa carrozza, e io non so dove. Penso alla risposta, e nella mia mente diventa buio. Così questo buio io lo prendo e lo metto nelle vostre mani. E vi chiedo Signore Buon Dio di tenerlo con voi un'ora soltanto, tenervelo in mano quel tanto che basta per scioglierne il nero, per scioglierne il male che fa nella testa, quel buio nel cuore, quel nero, vorreste? Potreste anche solo chinarvi, guardarlo, sorriderne, aprirlo, rubargli una luce e lasciarlo cadere che tanto a trovarlo ci penso poi io, a vedere dov'è. 
Una cosa da nulla per voi, così grande per me. Mi ascoltate Signore Buon Dio? Non è chiedervi tanto, è solo una preghiera, che è un modo di scrivere il profumo dell'attesa. Scrivete voi dove volete il sentiero che ho perduto. Basta un segno, qualcosa, un graffio leggero sul vetro di questi occhi che guardano senza vedere, io lo vedrò. Scrivete sul mondo una sola parola scritta per me, la leggerò. Sfiorate un istante di questo silenzio, lo sentirò. Non abbiate paura, io non ne ho. E scivoli via questa preghiera con la forza delle parole, oltre la gabbia del mondo, fino a chissà dove.
Amen.  
(Alessandro Baricco , Oceano Mare)
 
 

Estate...

 
 

 
Ieri sera è passata da me l'Estate. Sì, è arrivata, ha posato la bicicletta accanto alla mia, l'ho fatta salire, si è messa a chiacchierare un po' con i miei, rideva scherzava... Poi mi ha presa per mano, si è precipitata in camera mia, ha spalancato la finestra ed è saltata già sulla terrazza. Si è appollaiata sul davanzale ed è rimasta lì tutta la notte, mentre io la guardavo estasiata e divertita. Pantaloncini corti e maglietta, infradito, capelli al vento, naso all'insù verso quel cielo scuro, quel cielo di periferia che ricopre casa mia, senza stelle, solo tante piccole luci di aerei in volo.
L'Estate.. quasi una ragazzina impaziente ed esaltata. Mi ricordava vagamente qualcuno.. che però non si sentiva così da molto tempo.
Ieri sera ho deciso anche io di scavalcare la finestra, dalla parte della terrazza ovviamente, e di sedermi accanto a lei, sul davanzale, a godermi un po' della sua presenza.
Averla vicino, sentirla così concreta... Mi ha fatto dimenticare per un attimo che la scuola non è ancora finita, che il caldo diventerà pian piano insopportabile. Ho alzato gli occhi e sopra di me ho visto soltanto il cielo. Non c'erano stelle, non c'era la luna. Cielo. L'Estate, il davanzale della terrazza, l'asfalto sotto di me, il cielo sopra ed infine.. c'ero anche io.
L'Estate ha preso il mio telefono e ha iniziato una lunga conversazione, come non faceva da tempo, immagino. Pazientemente ascoltavo che cosa stesse dicendo. Ma non capivo... Perché non c'era niente da capire. C'era solo quella sensazione di.. spensieratezza, leggerezza... quel sentimento d'estate. Ho rivisto qualcuno che conosco bene, mi sono passate davanti agli occhi le immagini di nottate lontane, discorsi interminabili rivolti alla luna, a quelle stelle che non si vedono, alla cappa insostenibile di caldo, a quell'aereo che attraversa lo stesso cielo del mio interlocutore all'altro capo della cornetta.
L'Estate mi ha confidato che adora le nottate così... Come darle torto?
 
è stato semplice, c'è voluto un attimo. Ho compreso tutto in un'istante, fulmineo, spaventoso, meraviglioso al contempo. Poi L'Estate mi ha baciata di sfuggita sulla guancia, un tiepido soffio di vento, mi ha guardata sorridendo e ha spiccato un salto... Chissà... da che parte salterà?
 
L'Estate mi ha svelato un segreto. No, non è stata lei. Credo di averlo capito da sola. 
Vi siete mai chiesti che cos'è l'estate?
Estate è il Cielo, lo stesso cielo che sta sopra la testa calda di ognuno di noi, di ogni insignificante piccolo uomo su questa Terra. ed è così facile. Siamo sotto lo stesso cielo, anche se spesso non ce ne rendiamo conto, lontanissimi, eppure così vicini, il vento ci porta il profumo di chi è lontano, di chi ci manca perché è partito per le vacanze. Ma il vento non percorre traiettorie attraverso chissà quali dimensioni o spazi. Lo spazio è uno, la dimensione è il cielo. Lo stesso identico cielo per tutti. Soffia sui tetti un po' di Lontananza o di Distanza, certo. Ma altrimenti dove sarebbe il bello dell'estate?
 
Avrei voluto chiedere all'Estate che cosa aveva combinato durante l'inverno. Eppure mi sembrava una domanda stupida. Lei era proprio come la ricordavo, non era cambiata, non era invecchiata. Ero io ad apparirle forse più grande, forse cresciuta, forse diversa? La verità è che l'Estate si prende gioco del tempo, ci si diverte per un po' come una puttana qualunque, lo mastica, lo bacia, lo illude, e poi lo abbandona. Ma io non posso farlo.
Ieri sera, dopo che l'Estate se n'era andata, sono rimasta lì, al suo posto, sul davanzale. Guardando lontano la scia di un aereo, mi sono sentita strana.
Era Paura.
Paura dell'Estate.
Paura.
Paura di Me.
 
Vi capita mai?... 
 

bhà...

 
 
Oggi non so proprio che cos'ho... E non credo che quello che sento sia proprio così interessante da essere scritto.. O piuttosto quello che NON sento. Ma non m'importa gran chè, lo scrivo lo stesso.
Tutto mi sta scivolando addosso come un velo, non lascia traccia. O perlomeno questa è la sensazione che ho.. Mi sembra sempre di non avere alcuno stimolo, di essere sempre piatta, monocromatica, come se quello che mi accadesse alla lunga mi stancasse, non mi toccasse. Eppure sono sempre stata attenta e mi sono sempre lasciata affascinare da ogni piccolo dettaglio, è così che mi è sempre piaciuto vivere. Eppure sono circondata da persone che mi vogliono bene, lo sapete che non ce l'ho con voi, per questo mio piccolo sfogo d'insoddisfazione... Ma non riesco a capire che cosa mi prende delle volte.
Vivo perché non ho nient'altro di meglio da fare. Ho tutto ciò di cui ho bisogno e niente che mi manchi. O almeno credo. Forse sarebbe meglio avere qualcosa in meno e poter riempire il vuoto invece di avere un'ammasso di roba e non sapere che farsene.
Vorrei mettere tutto al suo posto e lasciarlo lì dov'è in modo da non badarci più. Oppure il contrario, vorrei avere tutto quell'ammasso di roba tra i piedi e andarci a zig zag. Se solo qualcosa mi urtasse così per caso e mi facesse male! Mi rimanesse un bel bernoccolo in testa e io potessi tornare a sentire quaclosa, anche la più insignificante.
 
Non ho nemmeno più la voglia di farmi un giro in bicicletta e di fare sempre la stessa monotona strada per casa. Anche Pisa, la mia amata cittadina che non mi è mai andata stretta, con tutti i suoi angolini segreti, sta iniziando a darmi sui nervi. Avrei bisogno di cambiare aria, musica, abitudini.
Ma tanto lo so che dopo un giorno ne sentirei già la mancanza... O forse no...
Oggi sono davvero insofferente. Si direi che è la parola adatta.
E un'altra parola che ormai è la prima che dico appena mi sveglio e un attimo prima di addormentarmi, che si è appiccicata come un parassita ad ogni mio discorso è quel "TRANQUI..." che racchiude tutta questa sensazione. O come volete chiamarla, non sensazione.
Cazzo! Ma io voglio stare BENE o MALE. Non esiste una via di mezzo. è solo una creazione della monotonia e della convenzionalità. Ma mi ci sono persa...
 
Mi addormenterò per un po'.. E se mi sveglierò voglio che sia nel modo più doloroso e rumoroso possibile.
 
 
 
"Un magazzino che contiene
tante casse alcune nere
alcune gialle alcune rosse
dovendo scegliere e studiare le mie mosse
sono all'impasse"
 

Running Over The Same Old Ground...

 
 
...
Ho scoperto di saper volare... Ma non è proprio come mi aspettavo.
Rimango sospesa, così, a mezz'aria su un dirupo. Il vento mi sferza il viso e continua a farmi oscillare, senza tregua, senza posa. Non mi permette di atterrare sulla terra, solida e sicura, mi mantiene sollevata contro ogni mio volere. Eppure sembra così semplice respingere la corrente che mi trascina e saltare finalmente da una parte o dall'altra di quel fosso. Tento in tutti i modi di aggrapparmi al suolo, annaspo, mi dibatto, è come affogare. Ma non ho la forza per spiccare il salto, quel salto verso il basso, verso la terra. E il fossato sotto di me inizia ad allargarsi sempre più, nonostante i miei sforzi, e diventa un'immensa voragine. Dall'alto guardo giù, il fondo buio di quella fossa. Vorrei raggiungerlo per non dover più vedere in superficie le due sponde ormai lontanissime, che non riesco ad afferrare. Nel sottosuolo, in quella tana, sarebbe tutto più semplice, nessuna luce, nessuna visione mi distrarrebbero, nessun desiderio da realizzare. Mi dimenticherei della voragine in cui mi sono calata e vivrei così, ad un passo dal fondo. Forse risalirei pian piano in superficie per vedere com'è il mondo visto a testa in giù.
Ma nel buio della mia tana penserei soltanto al mio nuovo obiettivo: fare in modo che quella voragine sparisca, che la terra si ricongiunga, diventi di nuovo una cosa sola, una vallata piana e senza pericoli. è molto più semplice che scegliere una delle due parti sulla quale stanziarsi. Non esisterebbero parti e scelte, ma solo terra. Quella terra profumata, umida, scura. Prenderla fra le mani e sporcarsi di vita, di gioia, di sudore. Sapere di aver fatto di tutto per richiudere quel buco.
E invece fluttuo incessantemente sul ciglio della rupe.
Quel fossato sta lì, contro ogni qualsiasi legge, ma non certo a causa mia. Io mi ci sono ritrovata sospesa come in un limbo... Forse avrei potuto fare qualcosa per evitare che la voragine si allargasse in questo modo... Ma non è colpa mia... Non può esserlo. La forza degli eventi, agenti del tutto estranei e fuori dal mio controllo sono i responsabili... E adesso tanto vale guardar giù per capire quanto sia profonda la fossa, per sapere quanto durerà la caduta nel vuoto una volta che il vento si sarà stancato di spingermi sull'altalena. Vorrei davvero cadere laggiù, atterrare violentemente sul fondo...
Se però la voragine si richiudesse io perderei la mia tana, il mio nascondiglio, il mio sottosuolo. Ma forse in quel caso non ne avrei bisogno.
Continuo a scrutare il fondo per trovare una formula magica, una variante fisica, che possa aiutarmi a manipolare la natura, a mutarla. Da sotto terra il vento mi porta silenzio, e io sto ad ascoltare. Sento dei movimenti provenire dall'oscurità, come ingranaggi che scricchiolano, ruotano, girano lentamente.
Quando mi abituerò al buio forse riuscirò a trovare la soluzione...
Spero solo che la voragine mi avverta quando ha intenzione di richiudersi dopo tutto quello che mi ha fatto soffrire.. Non mi andrebbe di perdermi per sempre la luce della superficie...
Nel frattempo continuo a volare sperando di cadere giù giù giù... Ma non è affatto come mi aspettavo.
 
 
 
 

Il primo bacio sulla luna...

 
 
Figlio di Un Re
 
  
 
 

Che tu sia figlio di un re o capo di stato,
che tu sia buono come il pane, o brutto e maleducato,
che tu sia pazzo o normale, gatto oppure cane,
guardia o ladro, non importa se sei fatto o ubriaco,
puoi chiamarti dottore, puoi chiamarti scienziato,
puoi chiamarti ufficiale, puoi chiamarti soldato,
puoi persino morire:
comunque l'amore è là dove sei pronto a soffrire,
lasciando ogni cosa al suo posto
e partire...
Anche tu come me...

Che giri a destra o a sinistra, vero o per finta
è così: la tua impressione è solo un punto di vista.
E non importa quale donna sposi o come si chiama,
ciò che hai fatto in questa vita o in una vita passata,
puoi chiamarti dottore, puoi chiamarti scienziato,
puoi cambiare il tuo cognome e usare un nome inventato,
puoi persino morire:
comunque l'amore è là dove sei pronto a soffrire,
lasciando ogni cosa al suo posto e partire...
Anche tu come me,
l'amore soltanto l'amore può farti guarire
Anche tu come me...

Comunque vada, che tu sia Dolce o Gabbana,
che tu sia figlio di una guerra Santa giusta o sbagliata,
non importa se dormi in una villa o per strada,
che tu sia uomo, donna, frocio, Lucio Dalla o Sinatra,
puoi chiamarti dottore, puoi chiamarti scienziato,
puoi chiamarti ufficiale, puoi chiamarti soldato,
puoi persino morire:
l'amore soltanto l'amore può farti guarire,
lasciando ogni cosa al suo posto
e partire...
l'amore è là dove sei pronto a morire
lasciando ogni cosa al suo posto
e partire...
e partire...

 

 

Incontro ravvicinato con...

 
                                                                                  
Incontro ravvicinato con...
 
"Vedi... Le stazioni sono così... Gente che va, gente che viene. Ma soprattutto su quei binari ci passa la Vita. Vita che arriva, che parte, Vita che corre, che saluta con la mano, che si abbraccia, Vita che salta sul treno... Vita che vorrebbe finirci sotto... Che si siede ad aspettare su una panchina... Vita che su quella panchina ci trascorre le nottate... Che crede di aver sbagliato binario e si guarda intorno freneticamente, in preda al panico, Vita che impreca per un ritardo... Che oltrepassa la linea gialla... Insomma, ecco come sono, le stazioni. Un giorno la vita ci si ferma per un attimo, si siede, si guarda intorno, fa due chiacchiere, beve un caffè, si fuma la sua sigaretta e poi riparte...
In stazione ci trovi anche Dio, o Satana, chissà... si sporgono dal finestrino di un vecchio vagone arrugginito e ti invitano a saltar sù. Questo per dire che in stazione può succedere proprio di tutto.
Eppure, se ci pensi... La stazione in tutto questo andirivieni, in mezzo a tutta questa confusione, che fa? rimane lì, in silenzio, con le sue rotaie ben inchiodate al terreno, i suoi rintocchi, i suoi annunci, le sue luci... resta lì ferma ad osservare. Ed è una delle cose che sa fare meglio.
Forse... Forse dorme. Tu hai mai visto gli occhi di una stazione? Certo che no! Sono chiusi perché è addormentata. E sogna per giunta.
La stazione passa la sua esistenza in mezzo ai sogni e ai desideri. Perché si sa, chiunque prenda un treno, alla fine, mica lo prende perché vuole veramente andare da qualche parte. Lo fa perché ha un sogno.
Dici che non è vero? Io lo so per certo.
Hai provato a chiedere a quel signore laggiù, ritto nel suo gessato color crema, che stringe la valigetta di pelle chiara, e guarda l'orologio, se ti fa vedere che cos'ha lì dentro? No, no non è scortese... è solo per curiosità. Vedi... Lui, dentro quella valigetta, mica ci tiene i calzini, le mutande, la giacca, i pantaloni, la camicia... Ci tienie i sogni. Per questo la porta tranquillamente, senza sforzo, perché i sogni non hanno peso. Lo stesso puoi provare con quel giovane seduto là per terra, che ascolta la musica ad occhi chiusi, lo zaino appoggiato sulle ginocchia. Ecco, quell'enorme borsone è pieno zeppo di desideri, quelli più belli, più frizzanti, appena accennati.
Te lo dico io che è così. Anche io, quand'ero giovane, viaggiavo sai? E mi dimenticavo sempre lo spazzolino da denti, magari i calzini di ricambio, ma stai pur certo che i sogni, a casa, nel cassetto della biancheria, non ce li avrei lasciati per niente al mondo. I miei erano sogni da valigia più che da cassetto, non potevo abbandonarli al buio ad ammuffire.
Dunque credi che con tutte le menti di sognatori che bazzicano da queste parti, la stazione non abbia imparato a sognare anche lei?
Mi sembra più che giusto.
E poi... Quando cala la notte e non c'è quasi più nessuno, la stazione apre lentamente gli occhi e libera i suoi desideri. L'hai mai vista una stazione di notte? Non immagini che spettacolo... Si illumina di mille colori, riecheggiano milioni di suoni, e profumi mai sentiti fluttuano nell'aria. E tu rimani lì, stupito ma attento a non farti scappare neanche uno dei suoi preziosi sogni. Poi la mattina ti alzi, soddisfatto, e con le mani in tasca, come se niente fosse, te ne vai con il tuo segreto. Io adesso te lo rivelo, ma tu non dirlo a nessuno mi raccomando.
Come faccio a sapere tutte queste cose? è semplice. Io ho visto tutto, una notte che ero quaggiù. Anzi... Ho visto molto più di questo.
Devi sapere che la stazione non ha solo inquilini temporanei, folli pendolari frettolosi, o anziani senzatetto in cerca della loro antica fortuna. No... in stazione vivono degli esseri strani... Che quasi non saprei descriverti...
Aspetta, vieni con me... Ecco, vedi quel mucchio di rottami e ferrivecchi? Sì, proprio vicino alle rotaie, in mezzo al verde. Quelle strampalate creature si nascondono laggiù durante il giorno. Certo non puoi vederli... Mica sono fatti di carne... Sono delle ombre, si insinuano dappertutto, si proiettano sui muri più scuri in modo da non farsi scoprire... E mangiano.
Ovvio che le ombre si nutrono, che domande! Di che cosa, dici?
Non mangiano di certo panini e pastasciutte, quello no. Divorano i sogni. Li inghiottiscono in un solo grosso boccone e si riempiono il ventre nero. Rubano i sogni degli ignari viaggiatori, glieli portano via quando meno se lo aspettano, mentre dormono o sonnecchiano, lievemente appoggiati al finestrino del vagone di una locomotiva in sosta, con tanto di bocca aperta e occhiali che cadono giù dal naso. Li rapiscono in un attimo, tanto che le vittime neanche se ne accorgono, hanno solo la sensazione di essere state accarezzate da una mano invisibile, sfiorate dalla coda di un gatto che guardigno ha spiccato un balzo all'interno del vagone. Ma quando scendono dal treno sono nei guai. Non riescono più a ricordarsi dove si trovano e perchè. Diventano talmente scuri e un vuoto atroce prende il posto dei loro occhi... Che quasi non sono più esseri umani. Alla fine si ritrovano a vagare per giorni, prigionieri in stazione, costretti a nascondersi dalla luce e dagli sguardi indiscreti dei passanti... E si trasformano pian piano in ombre divoratrici di speranze.
Puoi anche non credere a queste storie... Io ti assicuro che è la verità. Ma non devi avere paura. Non tutti diventano quelle fameliche creature. Alcuni, la maggior parte, una volta scesi dal treno... Crescono tutto d'un tratto. I sogni? roba da poppanti e donnicciole. Loro sono uomini realisti e risoluti... Mica si perdono in tali sciocchezze.
Ma la stazione sa che non è così. I desideri dei viaggiatori vivono ancora da qualche parte, nascosti al di là di quell'orrenda linea gialla, custoditi all'interno delle sue viscere. E può capitare che qualcuno, di notte, per caso, incontri un suo vecchio sogno dimenticato, un'ombra stampata su di un muro scalcinato, proiettata da un bianco lampione. E si riconoscono subito sai? Sanno di appartenersi, di essere l'uno destinato all'altra, come se avessero fatto la scommessa di ritrovarsi proprio a quell'ora, nello stesso  posto dove si erano lasciati, tanto per vedere chi sarebbe arrivato prima all'appuntamento. Allora si prendono a braccetto, e insieme, come due vecchi amici che non si sono mai detti addio, si dirigono proprio qui, e si siedono su questa panchina.
E cosa fanno?
è Naturale... Aspettano che passi il treno.
Ah... Eccolo... Giusto in tempo... Questo deve essere il nostro..."
 
 
 
 

Montale

 

L'ANGELO NERO

Di Eugenio Montale

O grande angelo nero
fuligginoso riparami
sotto le tue ali,
che io possa sorradere
i pettini dei pruni, le luminarie dei forni
e inginocchiarmi
sui tizzi spenti se mai
vi resti qualche frangia
delle tue penne


o piccolo angelo buio,
non celestiale né umano,
angelo che traspari
trascolorante difforme
e multiforme, eguale
e ineguale nel rapido lampeggio
della tua incomprensibile fabulazione


o angelo nero disvèlati
ma non uccidermi col tuo fulgore,
non dissipare la nebbia che ti aureola,
stàmpati nel mio pensiero
perchè non c’è occhio che resista ai fari,
angelo di carbone che ti ripari
dentro lo scialle della caldarrostaia


grande angelo d’ebano
angelo fosco
o bianco, stanco di errare
se ti prendessi un’ala e la sentissi
scricchiolare
non potrei riconoscerti come faccio
nel sonno, nella veglia, nel mattino
perchè tra il vero e il falso non una cruna
può trattenere il bipede o il cammello,
e il bruciaticcio, il grumo
che resta sui polpastrelli
è meno dello spolvero
dell’ultima tua piuma, grande angelo
di cenere e di fumo, miniangelo
spazzacamino.

 
 
 

 
 

sensazioni strane...inaspettate...


 
She's Lost Control
 
Confusion in her eyes that says it all.
She's lost control.
And she's clinging to the nearest passer by,
She's lost control.
And she gave away the secrets of her past,
And said I've lost control again,
And a voice that told her when and where to act,
She said I've lost control again.

And she turned to me and took me by the hand and said,
I've lost control again.
And how I'll never know just why or understand,
She said I've lost control again.
And she screamed out kicking on her side and said,
I've lost control again.
And seized up on the floor, I thought she'd die.
She said I've lost control.
She's lost control again.
She's lost control.
She's lost control again.
She's lost control.

Well I had to 'phone her friend to state my case,
And say she's lost control again.
And she showed up all the errors and mistakes,
And said I've lost control again.
But she expressed herself in many different ways,
Until she lost control again.
And walked upon the edge of no escape,
And laughed I've lost control.
She's lost control again.
She's lost control.
She's lost control again.
She's lost control.
 
 
Joy Division
 
  

 


Il Nome Della Rosa

 
 
 
"La fiamma consiste di una splendida chiarezza,
di un insito vigore
e di un igneo ardore,
ma la splendida chiarezza la possiede
affinchè riluca
e l'igneo ardore
affinchè bruci"
 
 
 

aggiorniamoci suvvia ^^

 
Oilà!!!
 
 
salve a tutti...questa domenica mattina,come tutte le domeniche mattina,io sono sempre in pigiama e ho intenzione di rimanerci ancora per un po'...quindi niente di nuovo...eppure ho deciso che era l'ora aggiornare un po' il mio vecchio blog...che sta cadendo leggermente in disuso...
Vediamo un po'...che cosa ho fatto in questo mese di astinenza virtuale?Credo che alcuni di voi,dopo il mio ultimo intervento di addio al vecchio anno,non vedendomi più in rete,abbiano pensato che l'avessi fatta finita!Ma in realtà io sono ancora viva...era il mio computer ad essere deceduto...beh,siamo sinceri,sono stata io ad ucciderlo in un raptus di follia^^
I particolari del delitto però ve li racconterò in seguito...adesso passiamo ai fatti più importanti che per inerzia o mancanza di tempo e pazienza non ho ancora scritto:
il 20 gennaio è stato il compleanno di Edo! anche lui ha compiuto sedici anni...ed è l'ultimo della Compagnia a festeggiare^^ beh ormai è trascorso quasi un mese,ma non potevo passare Edo sotto silenzio...ci siamo divertiti un sacco per il suo NONcomplenno,siamo andati a mangiare al giapponese...immaginatevi i pezzi di cinque scazzoni come noi alle prese con bacchette e sushi!Io ero quella più in difficoltà...sono davvero impedita! Comunque,caro...che posso dire di te?Sei mio fratello,anche se a volte il nostro rapporto è incestuoso...ma platonico!che ti amo lo sai...non potrei stare un giorno senza le tue ormai note cazzate,senza la tua simpatia...e poi,anche se ora hai le Sbombole,noi saremo sempre quegli amici scazzoni e così uniti come nessun'altro,che hanno passato l'estate inieme a giornate intere...a prendersi a pugni al Duomo,a girare in bicicletta come matti,a dilaniarsi di risate...se dovessi scrivere tutte le nostre esperienze non mi basterebbero tutti i blog su internet!Quindi ti faccio ufficialmente tanti auguri in ritardo...e sappi che ti voglio bene!
 
Che cosa è successo a me durante questo ultimo mese?beh...niente di particolare...anzi questo mese è volato piuttosto velocemente...e mi chiedo se sia vero che si fa presto ad arrivare a giungo...anche se non credo di essere la sola!
La mia vita scorre come sempre,magari con qualche impegno in più...con qualche nuova paranoia,tra foglie ed elefanti,tra pub,concerti,feste,teatro...tra sussulti e batticuore^^ tra queste giornate di pioggia e diluvi,inondazioni...e quelle di sole limpide..che amo...
 
Adesso veniamo ai crudi fatti dell'omicidio del mio computer. Nella tetra serata dell'ultimo giorno di vacanze di Natale,stavo finendo di battere le mie sudate carte di italiano...con un occhio alla carta di word e l'altro alle conversazioni di msn...ed ecco che,mentre lo stavo traslocando di sopra per stampare il tutto...mi è caduto! Ho cercato di farlo resuscitare ma invano...allora era tardi ed ero parecchio incazzata..quindi,mandando affanculo Bill Gates,Msn e la Donati,sono andata a dormire. E Amen! Me ne sono fatta una ragione...non è stato poi così terribile...anzi mi sono resa conto che questo computer è una macchina infernale,tentatrice,diabolica...e bisogna usarlo con moderazione xD La tragedia è stata che ho perso tutti i miei brani musicali...la mia musica si che mi è mancata! Il mio Ipod era già morto prima...di conseguenza quando il pc si è rotto ha subito il colpo definitivo.
Adesso che la parte virtuale di me è tornata,i buoni propositi sono andati a farsi friggere...a Amen anche a loro!
 
Nel frattempo il mondo ha continuato a girare,quello vero,quello fuori dai cristalli liquidi. Obama ha vinto le elezioni,Fabrizio è stato ricordato per i dieci anni dalla sua morte,il Giorno della Memoria l'ho passato a leggere Primo Levi...insomma,anche io ho preso parte ai grandi avvenimenti della storia!
 
Adesso si avvicina la data del mio compleanno...e ancora devo abituarmi all'idea che sto per compiere 17 anni...non voglio!Sono in crisi da Peter Pan...o semplicemente non mi sento ancora diciassettenne,anche se non ne ho idea di come ci si deva sentire...ahhhhhhhh paranoie!
 
 
 
 
Ho finito...è stato piuttosto inutile...
Saluti a tutti ^^
 
*Giadì ad un passo dall'Apocalisse*
 
 
 
 

Adieu...

 
E così...siamo arrivati anche alla fine di un altro lungo anno: 2008.
Con le sue cifre un po' tonde riesce a comprendere in se stesso davvero tanti ricordi...è stato un anno pieno...che solo questo numero può contenere ed esprimere...i numeri hanno una certa forza in se...riescono a parlare...e se ascolto 2008 sento tante voci,tante risate,ma anche tanti singhiozzi e pianti...tanti sospiri e sbuffi...anche tanti silenzi...
Il 2008 penso mi racconterà per sempre parte della mia vita...mi ricorderà qualcosa che è passato e ciò che è iniziato per durare a lungo...è un numero che contiene una fine e un inizio...ma attenzione non un inizio e una fine...l'ordine ha importanza.
 
 
Forse ci vorrebbe una vita intera per descrivere un anno del genere..ma mi pare inutile sprecare una vita per raccontare solo un anno.
Eppure è stato un anno significativo...ma che sono cambiata nel corso di questi dodici mesi l'ho detto tante volte...quindi cercherò di non essere ripetitiva e di concentrare l'essenza del mio 2008 in alcune parole chiave.
 
 
Il 2008 è l'anno dell'amicizia...quella vera...quella che non si dimentica...quella che ti accompagna sempre...che non mi ha mai lasciato sola e che,ne sono certa,non finirà.
Il 2008 è l'anno delle nuove conoscenze...tante persone hanno attraversato i suoi dodici mesi a diverse velocità,alcune si sono soffermate per diventare amici importanti...altre hanno fatto qualche comparsa...ma tutte in un certo qualmodo l'anno reso interessante.
Il 2008 è l'anno delle nuove esperienze...nuovi luoghi e posti,piazze,locali,cafè,case...ognuno con la sua storia e la sua esperienza particolare...indimenticabili...ricchi di emozioni...
Il 2008 è l'anno degli addii...degli arrivederci,ciao...dei bentornato,dei mi sei mancato...dei ti voglio bene...ti amo...ti bramo...dei grazie...degli scusa...tante parole che si affollano in quelle cifre...tanti momenti...tante persone sono cambiate...alcune hanno preso il posto di altre...altre forse se ne sono andate per sempre dai miei anni futuri...ma chissà...
Il 2008 è l'anno della consapevolezza...ho imparato molto anche se mi è costato tanta fatica e difficoltà...anche se per farlo ho dovuto perdere qualcosa...ma una cosa che ho appreso è proprio questa...che forse solo quando si perde qualcosa allora si è liberi...liberi di apprezzare a pieno la nostra vita...il nostro anno..ciò che è stato e che non ritornerà.
Il 2008 è l'anno delle risate...quelle che riempiono la bocca e ti lasciano senza fiato..quelle che non riesci a smettere e ti senti scoppiare...è l'anno dei gesti significativi...
Il 2008 è l'anno della tristezza...del dolore...dei rimorsi..delle paranoie...dei rimpianti che per un attimo hanno attraversato la mia mente...forse anche per più di un semplice attimo...che mi hanno costretto a staccarmi da qualcosa che troppo a lungo mi aveva accompagnata..un vestito che forse ormai mi stava stretto...ma che quando me lo sono tolto ho comunque sofferto.
Il 2008 è l'anno delle feste...dei balli sfrenati e dei bicchieri di troppo...dei dischi che girano all'impazzata e non si fermano...dei concerti e delle urla...delle rockstar...della musica e delle canzoni che sono state la mia colonna sonora.
Il 2008 è l'anno del tempo...quello che sembra non passare mai..che si aspetta con ansia...che dura un attimo...delle nottate insonni...che ha acquistato una consistenza tutta sua...indecifrabile...si dice che il tempo voli...ma se non ricordo male c'è una canzone di Faber in cui il tempo non ha età...è proprio vero...il tempo che ci è concesso va vissuto senza domande...perchè per noi passa..ma non ha una durata propria.
Il 2008 è l'anno della follia...dei pazzi,degli schizzati,dei problematici...di quella pazzia che ti prende in alcuni momenti...che ti sconvolge...che ti da la potenza di fare qualsiasi cosa...soprattutto qualche grande cazzata.
Il 2008 è l'anno del mio compito...quello che ormai conoscerete bene...ascoltare le persone...penso di essere abbastanza brava in questo...perchè,come ho detto tante volte (e qui mi perdonerete la citazione da Fight Club ^^), ascoltare non significa stare in silenzio ad aspettare il proprio turno per parlare...è un'arte...l'arte di saper distinguere i suoni,le parole...le bugie dalla verità...i sentimenti...ma anche di saper interpretare...di andare al di là del semplice sentire con le orecchie.
Il 2008 è l'anno dell'estate...sì un'estate così non l'avevo mai vissuta...piena di eventi...ce ne sarebbero da trascriverli in un libro...ed ogni personaggio ha un proprio ruolo...sicuramente uno dei periodi più belli dell'anno e della mia vita.
Il 2008 è l'anno delle scelte e delle decisioni...quelle che cambiano il corso delle giornate e degli anni futuri..quelle che una volta intraprese non è concesso tornare indietro...quelle che esigono attente riflessioni e anche qualche buon consiglio...quelle che ti pervadono e ti fanno andar dritto per la tua strada guardando solo avanti...che inizi a correre e non la smetti neanche quando non hai più fiato...le scelte che fanno soffrire ma che forse sono necessarie...quelle che ti fanno sentire fiera di aver finalmente definito il tuo ruolo dopo tanti tentennamenti...
Il 2008 è l'anno dell'arte...delle idee brillanti..della voglia di leggere,scrivere...soffermarsi sulle pagine di un libro,sulle note di un walzer,sugli schizzi di un quadro...è l'anno della passione.
Il 2008 è l'anno dei cambiamenti...non solo in fatto di personalità,ma anche di look,tagli di capelli,abbigliamento e stile...nuovi gusti e sperimentazioni che hanno allargato i miei orizzonti.
Il 2008 è l'anno della lotta...delle manifestazioni,delle autogestioni,occupazioni,delle riunioni,dei movimenti,degli ideali veri...di quelle occasioni che ti capitano forse solo una volta nella vita,per far valere ciò per cui hai gridato per anni senza che nessuno ti sentisse...l'anno del riscatto,della contestazione...della voglia di cambiare il futuro.
Il 2008 è l'anno dei sogni...quelli fatti ad occhi aperti...che ti trasportano in paesi lontani...che ti portano profumi e suoni di terre straniere...che ti fanno immaginare tra dieci,vent'anni...quelli fatti insieme ad un amico seduti su una panchina illuminata dal sole...quelli che vorresti ricordare ma che al risveglio hai perso...eppure rimangono in un angolino nascosto della mente.
il 2008 è l'anno della riscoperta...della capacità di andare oltre alle dicerie...alle prime impressioni...per comprendere a fondo le persone che all'inizio non avevo notato...per non fermarmi all'apparenza,alla superficie delle cose...ma avere una visione profonda e attenta.
Il 2008 è l'anno del Meraviglioso...della parola più bella del mondo...quella più potente...che nelle sue undici lettere contiene i segreti dell'universo...quella parola che quando la sento pronunciare ho un brivido..una scossa...perchè mi fa pensare a quanto sia sorprendente ogni piccolo dettaglio della vita.
infine...il 2008 è anche l'anno dei miei sedici anni...un po' strani...ma diversi dai quindici...si sente che sono cresciuta.
 
A quest'anno rimane ormai solo un giorno da vivere prima di salutarci...un'ultima giornata di baldorie e festeggiamenti...un brindisi lieto con le persone importanti...quindi...
Ringrazio tutti voi...tutte le persone che hanno reso quest'anno indimenticabile...i miei migliori amici...la mia carissima Compagnia e anche coloro che,pur non facendone ufficialmente parte,hanno un posto speciale nel mio cuore e nei miei pensieri...e anche in un istante del mio 2008.
Ringrazio tutti voi che state leggendo...conoscenti,sconosciuti...persone capitate in quest'angolo di rete per caso...perchè il 2008 è anche l'anno del mio Blog,durante il quale ho cercato di rendervi tutti partecipi della mia vita...di farvi sorridere e divertire,di ammaliarvi con i miei racconti e con le mie canzoni...spero che abbiate apprezzato anche questo.
 
Un grazie a te...2008...per avermi fatto vivere,semplicemente.
 
Adieu...
 
 

auguri a...

 
Un po' presto per festeggiare...o forse un po' tardi...magari sono giusto in tempo!
Che dire..ho scritto due righe per augurare buon compleanno alle persone importanti per me...e non potevi certo mancare tu.
è strano...se penso a quante cose sono successe...a quante cose sono cambiate...se penso che esattamente un anno fa non ci conoscevamo neanche.
Sarà che non ha importanza...mi sembra di conoscerti da sempre. Sarà che sento che con te ho uno strano rapporto...non so nemmeno come definirlo...è amicizia?
è forse uno scambio...una condivisione...un po' come quando mi passi la tua musica d'altri tempi mettendola nella cartella condivisa...hai afferrato?
Non posso dire di conoscerti...di sapere tutto di te...perchè non è possibile...anche se avessimo passato insieme cent'anni. Non ci riuscirei...
Semplicemente è un fatto di intesa...va al di là di anni di esperienze...è una cosa che si sente a pelle...si prova una volta sola...ma rimane addosso e ti segna.
Credo che sia accaduto così...quindi non so se la nostra si possa definire amicizia.
Le circonstanze rimangono tutt'ora assurde...ci siamo avvicinati per motivi pratici...e la cosa sarebbe dovuta finire lì...ma alla fine ciò che doveva dividerci penso ci abbia unito...
Tante volte mi sono guardata indietro e mi sono chiesta se stessi facendo la cosa giusta a passare del tempo con te...a stare bene durante quelle sedute psicologiche...quelle chiaccherate interminabili seduti su una panchina...quelle telefonate ad ore impensabili...quegli incontri alle tre e mezzo in mezzo a Ponte di Mezzo...ricordi?
Sono riuscita a trovare una risposta?No...ancora forse la sto cercando...ma non ha importanza.
Un giorno ti dissi che dovevi essere sincero con me...ma cosa molto più significativa...dovevi dirmi sempre la verità. E da quel giorno così hai fatto. Hai mantenuto sempre la parola. è una cosa che apprezzo di te...che tu non mi abbia mai mentito...credo che sia una dote rara di questi tempi. La verità...la conosci sempre...e alla fine mi tocca darti ragione su molte cose...anche se mi costa un po'...ci farò l'abitudine chissà.
A te però?Penso che non mi abituerò mai...Mi sorprendi sempre...sei imprevedibile,incostante,testardo,perseverante...sparisci...riappari magicamente...non riuscirei mai a starti dietro...però ci provo,questo è sicuro.
Da te credo di aver imparato molto...mi hai insegnato che il dubbio è la base di tutto...mi hai mostrato le situazioni da vari punti di vista...per farmi ragionare...per spronarmi...per aiutarmi a fare ciò che non ero mai riuscita a fare,se non in qualche rara occasione: scegliere. Decidere per me stessa,decidere di cambiare o di rimanere quella che sono...semplicemente stabilire il mio ruolo e il mio colore. Non essere più solo un puntino grigio. Riguardo questo,ti devo molto,a te come ai miei fedeli amici della Compagnia Dello Scazzo,che forse non comprendi...ma che in un certo senso ti mancano.
Mi hai fatto aprire gli occhi ricordi?è stato il tuo compito per un po'...io invece ho scoperto il mio...quello di ascoltare sempre ciò che mi circonda...non solo le persone...ma anche il mondo intorno a me...osservandolo a fondo e in ogni piccolo dettaglio.
Io ti ho ascoltato...ti ho sostenuto...anche quando quasi tutti ti avevano lasciato solo. Tu mi hai consigliato...mi hai aiutato anche annebbiandomi i pensieri e intricandoli ancora di più con le tue frasine e i tuoi modi di dire...ma alla fine ci hai cavato qualcosa dalla mia testolina e penso tu abbia fatto un ottimo lavoro.
Quando penso all'estate...mi vengono in mente un sacco di episodi...che se non ti avessi conosciuto non avrei mai vissuto...e che l'hanno resa completamente diversa da ogni altra...un'estate folle...pazza.
E tu cosa sei?Domanda lecita...potresti essere un pazzo.
Troppo scontato...
Ti ricordi? una volta ti dissi che sotto la tua magica bombetta non c'è nè un Dio,nè tantomeno un Uomo...c'è semplicemente un ragazzino che ha un po' paura di aprirsi e di affezionarsi alle persone...un ragazzino che ancora ne deve fare di strada,prima di diventare l'uomo che sogna di essere. Magari seduto a leggere in un cafè parigino con il cappello calato sugli occhi e la sigaretta in bocca...Oppure appoggiato al parapetto di un ponte che guarda giù i suoi sogni scivolare verso il mare portati dalla corrente. Sogni d'amore...ah l'amore...tu moriresti per amore...
Ma questa è un'altra storia.
Bè devo ringraziare te anche per aver aperto i miei orizzonti musicali...mi hai fatto amare le vecchie canzoni italiane...ma anche il Jazz,la musica gitana e i violini.
Ottimi gusti...diversi dai miei...ma che non posso fare a meno di apprezzare.
Ah e se non fosse stato per te chissà se avrei mai aperto un libro di Benni o di Palanhiuck...so sempre a chi chiedere quando voglio qualche giudizio su libri o film. Dei tuoi gusti mi fido abbastanza.
 
Adesso la smetto con i ringraziamenti.
Sarò dura. Diretta. Spesso non ho condiviso il tuo comportamento e lo sai. Ma altrimenti che amica sarei se te le dessi tutte vinte?! Riconosco quando sbagli,oppure quando io reputo tu stia facendo qualcosa di ingiusto,per te e per gli altri. Non posso condividere tutte le tue cazzate. Fanno parte di te certo,e non sono cazzate. Sono una parte della tua vita,agivi d'istinto e ti divertivi a vedere le reazioni degli altri,le conseguenze per te erano una sorpresa. Non posso dire di essere d'accordo con questo modo di fare...ma anche da lì ho attinto qualcosa. Lasciarsi andare..ecco quello che fai. Sembra semplice ma non lo è affatto...c'ho provato...ma poche volte ci sono riuscita...vorrei saper seguire completamente il mio istinto...ma ci sto lavorando.
 
Un'immagine che ho di te...che forse mi rimarrà a lungo...Seduto vicino a me sugli scalini di un palazzo in Piazza Dei Cavalieri,in un punto che sembra dimenticato dal resto del mondo,sperduto in un'altra dimensione...guardi lontano di fronte a te...ma non vedi niente...e mi parli di come ci si senta a rendersi conto di essere soli.
Credo che in quel momento abbia capito che per quanto sia difficile esserti amica,non ti voglio lasciare solo. Mai.
 
Ti voglio bene...è una cosa che non ti dico spesso...
Buon compleanno...ed era anche l'ora che ne compissi 15!
....Valerio.
 
 
...
 

Un prologo?Facendo finta di essere Marquez!

 
 
Quando arrivai in quella landa secca e arida, scalfita e graffiata dal vento, sotto gli occhi stanchi di un impotente quanto implacabile sole di mezzogiorno, dove sembrava che il tempo non avesse una consistenza reale, non trovai niente.
Pensai che fosse strano quel luogo, così nascosto e difficile da raggiungere, quasi contenesse chissà quali arcani segreti, nel bel mezzo di foreste e giungle rigogliose, difeso dalle paludi. Era strano perchè, nonostante non ci fossero abitazioni, non si sentissero rumori, non si percepissero odori, sembrava che fosse un deserto magico.  C'era silenzio e nemmeno il vento poteva essere definito reale. l'aria era come ferma e immobile, trattenuta da una forza invisibile, ma così potente da combattere la natura. Quel luogo non voleva arrendersi, non voleva rassegnarsi a scomparire per sempre dalla faccia della terra.  Si aveva la sensazione che questa muta tenacia volesse in qualche modo comunicare con il mondo. Le crepe nell'arido terreno, la calura palpabile, sembravano così falsi da dare l'impressione di essere stati catapultati in un quadro. Ma ciò che vedevo... Era come se mi trattenesse dall'andarmene. Era come se il nulla davanti a me mi parlasse, mi dicesse che qualcosa lì era accaduto, anche se difficile da credere, che c'era una storia da raccontare, da riportare alla luce.
E fu in quel momento che accadde.
Il vento che prima sembrava immobile mi scosse e mi spinse con tutta la sua violenza, tanto che dovetti aggrapparmi al terreno per non essere spazzato via. La terra scottava e sentivo la pelle bruciare sotto quel sole improvvisamente rianimato. Cercai di rialzarmi e di capire che cosa stesse succedendo.
Se poco prima pareva di essere i protagonisti di un placido dipinto, nitidamente tracciati sulla tela mentre i contorni circostanti altro non sono che un'unica macchia informe, adesso ero nel bel mezzo di una catastrofe, e se non facevo attenzione sarei stato io a perdere consistenza e a svanire nel nulla, cancellato dal peso e dall'inconsapevole verità di ciò che mi stava intorno.
In quel turbinio di stupore, terra e lacrime, la mia attenzione venne attirata da uno strano oggetto portato dal vento.
Stringendo gli occhi nella tempesta fatta di sola aria e allungando le dita sporche di terra, cercai di afferrarlo. Mi resi conto che era una striscia di carta pergamena, liscia, tracciata dai solchi vuoti di un'antica piuma d'inchiostro.
La strinsi forte nel palmo della mano, ma con delicatezza, per non rovinarla, quasi cercassi la prova che esistesse davvero e non fosse solo un miraggio, uno scherzo della mia mente, stanca dopo il viaggio.
E d'improvviso, proprio come era iniziato, tutto tornò come prima. Il tempo si fermò di nuovo e rimasi solo, im mezzo alla irreale staticità dell'ambiente, con in mano quella pergamena.
La avvicinai agli occhi, che piano piano avevano riacquistato la loro funzione, e mi accorsi di che cosa c'era scritto. Era una sola frase, secca e marcata, che mi rimase impressa a lungo, fino ad oggi, stampata nella coscienza e appena appena parcettibile, ma impossibile da ignorare:
 
 
"Il primo della stirpe è legato ad un albero e l'ultimo se lo stanno mangiando le formiche".    
 
 
 
 
 
Non sapevo che cosa singificasse... Ma sembrava una profezia.
Ecco allora che ebbi una potente visione, così vivida che temetti di svenire a causa dell'impeto delle immagini, che si sovrapponevano, si rincorrevano, si azzuffavano nella mia testa; Eppure non sembravano legarsi, andare in una stessa direzione. Seguivano ognuna la propria strada e, nello stesso modo in cui si presentavano e decidevano di scorrazzarmi davanti agli occhi, così svanivano dopo poco.
Vidi... Un uomo grande e forte percorrere miglia e miglia con un folle seguito, attraversando le paludi per raggiungere un luogo sperduto e abbandonato dal tempo, come gli uomini lo intendono... Una donna, la forza di volontà fatta persona, darsi da fare per illuminare una grande casa, spalancando immense finestre... Un giovane alto e ossuto, con uno sgaurdo allucinante, impugnare un fucile e nell'altra mano stringere una bandiera; poi sopraggiunse l'immagine di un vecchio che indossava uno strano cappello e un lungo mantello, intento a scrivere segni incomprensibili, e una ragazza bellissima, talmente armoniosa da sembrare letale, inondata da un fascio di luce, saliva verso il cielo, poi un'altra giovane seguita da uno stormo di farfalle dorate... Una donna che leggeva il futuro nelle carte, seduta ad un vecchio e rozzo tavolino... Due ragazzini identici che si scambiavano di posto a tavola, attenti a non farsi scoprire, presi da un complicato e intricato gioco di confusione... Ed infine... Un neonato con la coda di maiale.
Riuscii a sentire una musica provenire dal suolo, erano le note di una pianola e i ritornelli di una canzone sconosciuta, strimpellata alla fisarmonica.
E vidi un villaggio. con edifici dipinti di azzurro, circondati da giardini in fiore, sorgere direttamente dall'arida terra.
Come in sogno.
 
Non seppi mai dimenticare quella visione.
Per questo decisi che prima o poi l'avrei interpretata e scritta in un libro.
 
Le parole scritte sulla pergamena erano la chiave per decifrare e tradurre nella lingua degli uomini ciò che la terra trasmetteva con le immagini... Quelle immagini diverse e apparentemente discordi, ma accomunate dalla stessa sensazione di tacita solitudine... che confluivano tutte in quel luogo magico... dimora di un'antica a radicata nostalgia, di quella solitudine eterna, al di sopra delle nostra concezione umana del tempo, al quale tutte le cose appartengono e al quale, alla fine del loro ciclo, fanno ritorno.
 
 
 
 
 
 
Cent'Anni Di Solitudine...
 
 
 
 
 
 
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i miei video

       

Lasciate il vostro segno adesso...

  perchè spero,quando il mondo finirà...

di poter tirare un sospiro di sollievo...

perchè ci sarà tanto da contemplare avidamente...

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Tra le citazioni ti sei dimanticata quella delle notti bianche...
Dio mio! Un minuto intero di beatitudine! E' forse poco per clmare la vita di un uomo?...
 
Apr. 22
auguri giada!!!!!buon compleanno!!Torta di compleanno
Baci

Feb. 18
Mi sto drogando con le tue canzone del blog ^^
E dopo avertelo detto...mi sento realizzata.xD
Un bacio. Ciu!
Jan. 5
fiammetta ..wrote:
Giiiiada,grazie per i commenti.
Passa una buona serata! :*
Dec. 1
Nov. 30
mi devo inchinare alla tua abilià nello scrivere e nel delirare.i miei più sentiti condoglianze.sono finalmente riuscito ad aggiungerti!
Nov. 30
fiammetta ..wrote:
Buonasera! ^^
Nov. 21
ciao...avevo visto il tuo blog attraverso quello di bianca,notando la tua follia,ho pensato che ne valeva la pena di conoscerti

Nov. 17
ho letto anche io le 13 vite e mezzo del capitano orso blu!!!!!!!!!!!!!!!! =) =) =)
è ganzissimoooooooooooooooooooooooo
altro che harry potter
Nov. 12
bello questo blog *-*
complimenti
Oct. 5
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